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Riflessioni sull'ordinanza anti accattonaggio del sindaco Soranzo - 12/12/2009

 

Il sindaco di Selvazzano, Enoch Soranzo, il 19 novembre ha emanato un'ordinanza anti accattonaggio, ancor oggi in bella vista sul sito del comune. In proposito è istruttivo leggere le riflessioni di un nostro (ex) concittadino.

 L'elemosina e I'influenza P.

 

Per lunghi anni ho avuto sentimenti contrastanti quando incontravo persone che chiedevano l'elemosina. Non davo niente a nessuno, mi dicevo "Se continuiamo a dare soldi a queste persone le condanniamo a chiedere sempre, a non cercare un cambiamento verso una vita più dignitosa.  Bisogna aiutarle in un altro modo" e poi in realtà facevo ben poco per loro.

Recentemente, però, camminando per strada con i miei figli, sono stato da loro interrogato: "Papà, hai visto quel signore... ha bisogno ... perché non gli diamo qualcosa?". Di fronte a queste domande il mio atteggiamento è cambiato radicalmente. Cerco di salutare con un sorriso queste persone e offro loro qualche moneta. In questo modo, che assolutamente non risolve il problema della povertà, cerco di combattere una malattia che si sta diffondendo e dalla quale non mi sento immune: l'indifferenza, la capacità di riconoscere nell'altro una persona prima ancora che "uno che non ha voglia di lavorare, uno straniero, un poveraccio, uno zingaro, un mussulmano... e via di questo passo". Ringrazio quindi i miei figli che stimolano il mio sistema immunitario a resistere a questa influenza P (P come paura, P come Povertà). E' trasmessa da un virus molto pericoloso. Pare che si diffonda velocemente attraverso i mezzi di comunicazione, in particolare la televisione ma non solo, e i principali "untori” (ma, attenzione, non sono gli unici) sembra siano i rappresentanti di alcuni movimenti politici che, soprattutto qui al nord, hanno costruito la loro fortuna elettorale su queste questioni. Alcuni ricercatori stanno cercando di trovare un vaccino per l'influenza P, ma i fondi a disposizione sono pochi e le principali società farmaceutiche (si chiamino Europa, culla dei diritti umani e del principio di uguaglianza, Partiti Democratici e di sinistra, o Chiesa Cattolica) sembrano non investire molto in questo settore, anche se "a parole" riconoscono il problema e qualche iniziativa concreta viene fatta, soprattutto dalla base più che dal vertici di tali Organizzazioni. Eppure è una influenza pericolosa, può causare delle complicazioni gravi. Nel casi cronici e conclamati può portare addirittura al rifiuto violento del diverso, al razzismo.  E soprattutto è estremamente contagiosa, si diffonde velocemente dalle periferie al centro delle città. Sono stati segnalati casi di persone, aperte al dialogo e cresciute in ambienti di profonda cultura laica e/o cattolica, colpite anch'esse da questo virus. Un indicatore della presenza di questa temibile patologia è dato, secondo me, dalle iniziative di Sindaci di diversi Comuni contro l'accattonaggio.  Probabilmente non sarà l'ultima l'ordinanza emessa dal Comune di Selvazzano Dentro in data 19 Novembre 2009. La lettura del testo ha provocato in me molte riflessioni, noto tra l'altro che la parola "elemosina" non è presente e non credo sia un caso, ma mi soffermo su tre punti:  

1. Tra i principali obiettivi dell'ordinanza "assicurare un'ordinata e civile convivenza”. Quindi per aiutare le persone a stare meglio insieme si propone di togliere i poveri dalle strade.  Non vedo la povertà e quindi sto meglio, il mio cuore è in pace.  Nessuno mi mette in discussione, posso tornare tranquillo a casa, ho già i miei problemi, mi mancava solo questo sconosciuto che chiede aiuto.  E "dio solo sa quanto abbiamo bisogno di pace e tranquillità proprio ora che arriva natale" (... scusate ma in questo caso non riesco a mettere con la maiuscola le parole "dio" e "natale").  

 

2. Il Comune si impegna ad "un'assidua e attenta attività dei Servizi Sociali comunali atta ad attuare ogni opportuna iniziativa volta ad aiutare quanti versano in condizioni di effettiva indigenza ".

A questa affermazione come prima cosa mi sento di augurare buon lavoro a Sindaco ed Assessori.  Si sono presi un bel impegno, anche ingrato visto che molti poveri non votano, e nei prossimi anni di governo saranno molto impegnati in iniziative sociali e caritatevoli; attendiamo le iniziative concrete conseguenti a questo loro "desiderata".  Mi aspetto quindi che nel primi punti all'ordine dei giorno delle prossime Giunte e Consigli Comunali vi siano temi quali

-  "Come reperire finanziamento per interventi a favore di persone bisognose",  

oppure

-   "Progetti di integrazione sociale per immigrati in collaborazione con associazioni del volontariato, ecc".

Le persone che già hanno un buon tenore di vita non si aspettino ulteriori miglioramenti.  Il Comune ha scelto, vi sono delle priorità.  E al Comune di Selvazzano stanno a cuore gli ultimi, gli emarginati, vogliono combattere lo sfruttamento del quale sono vittime.

Faccio solo presente una cosa: chi ha un minimo di esperienza nel settore del sociale è a conoscenza del fatto che sono una minoranza le persone bisognose che vanno in un ufficio del Comune, o di una associazione preposta, nell'orario stabilito e chiedono un incontro per far presente i loro problemi.  Chi lo fa solitamente non è in una condizione di povertà estrema e tanto meno è in una condizione di sfruttamento. I fenomeni dell'emarginazione vanno studiati "sul campo", bisogna cercare la relazione, costruire la fiducia. Non è un lavoro semplice e non è eliminandolo dalle strade che si risolve il problema. Anzi gli interventi più efficaci sono quelli di operatori e volontari che "vanno in strada" a cercare un primo approccio di conoscenza e aiuto con queste persone. Ma ora che la tendenza è di eliminare la presenza sulle strade di poveri, persone senza fissa dimora, clandestini, donne vittime della tratta, quali interventi saranno possibili per aiutare queste persone?  Non è tremendamente più difficile risolvere i problemi di persone che non si vedono rispetto a quelli di coloro la cui presenza è percepita? A meno che, e questo è il mio dubbio, la causa di questa ordinanza non sia la lotta allo sfruttamento ma la paura del diverso, del povero. Sarei ben contento di sbagliarmi su questo punto.  

 

3. Nel lungo elenco dei luoghi dove l'accattonaggio è proibito vi è in posto particolare: "Davanti e in prossimità di luoghi di culto".

E qui veramente esorto tutti gli uomini e donne di Chiesa, dai preti più sensibili ai temi sociali al credente più tiepido, ad una reazione. Possiamo andare in chiesa ed essere di destra o di sinistra, e questa è la realtà e ha una importanza relativa, essere più o meno aperti alle altre confessioni religiose, essere per storia personale o per carattere più o meno diffidenti verso persone che non conosciamo. Tutto questo lo possiamo mettere in conto, fa parte del nostro percorso e anche della nostra umanità, delle nostre libere scelte. Ma la figura del "povero che chiede l'elemosina" fa veramente parte delle nostre radici cristiane, è presente in tutti i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, in tutte le biografie dei Santi, nei libri di Storia, nei racconti dei nostri nonni contadini. Tra l'altro, in questi giorni, stiamo facendo il presepe. Proviamo a fare una semplice valutazione delle categorie sociali rappresentate dalle statuine che stiamo mettendo, non ultima quella posta esattamente al centro della capanna, tra due neo-genitori, il bue e l'asinello. Togliere dalle strade il povero che chiede la carità, sia esso sfruttato oppure no, è esattamente, sul piano simbolico, come togliere le statuine dal presepe oppure i crocefissi dalla aule scolastiche.  Vi è una unica differenza, che rende la prima iniziativa ben più grave, che nel primo caso non si tratta di "simboli" ma di "esseri umani". Che poi succeda che gli Amministratori che emanano ordinanze contro l'accattonaggio siano proprio quelli che maggiormente hanno alzato la voce per difendere il crocefisso nelle aule delle scuole questo, per me, resta un mistero; oppure, ma è solo una ipotesi, entriamo in una patologia che interessa un altro settore della scienza medica: la schizofrenia.

 

Giovanni Tognana (Padova)

Per 30 anni residente a Selvazzano Dentro.